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Anche in italia il liberalismo del XXI secolo

L’Italia politica, se confrontata cogli altri Stati dell’Europa, è un ben strano Paese: dappertutto i partiti si dividono e si confrontano sulla base di precise opzioni ideologiche, assumendo le denominazioni che di volta in volta corrispondono alle rispettive idee della società in cui operano, proponendosi ai cittadini come liberali, popolari, socialisti, conservatori, sinistra o destra radicale, etc., ognuno di essi organizzato in partiti; in Italia invece, nella c. d. seconda Repubblica, le organizzazioni politiche, nel tentativo di esorcizzare il discredito che avevano accumulato all’inizio degli anni novanta, hanno cessato di chiamarsi partiti e hanno assunto le più varie denominazioni, ricorrendo alla botanica (la Quercia, l’Ulivo, la Margherita. La Rosa), alla zoologia (l’Asinello, le Api, il Gabbiano), all’astrologia (l’Arcobaleno, il Sole, 5Stelle), al tifo calcistico (Forza Italia).

La distorsione della proposta politica ha raggiunto il suo apice con la personalizzazione dei contrassegni elettorali, favorita dalle leggi elettorali che hanno segnato la vita della seconda Repubblica nel tentativo di trasformare l’elezione del Parlamento, che è l’organo destinato a fare le leggi, nella designazione diretta del Governo, che è l’organo che deve metterle ad esecuzione, e così mettendo in crisi la separazione e l’equilibrio dei poteri disegnato dalla Costituzione, per la quale i governi nascono in Parlamento, com’è normale e giusto che accada in ogni repubblica parlamentare.

Il nostro intento è ora quello di ripristinare in Italia un lessico politico che segni chiaramente la differenza tra le diverse idee di società sulla base delle culture politiche e deiprincipi ideali a cui ciascun partito si ispira, e, in particolare, per realizzare in Italia una vera DEMOCRAZIA LIBERALE, sulla base della nostra idea di Liberalismo, che consiste nel realizzare un equilibrato rapporto tra “il massimo possibile di libertà civili ed economiche, di opportunità personali, di promozione sociale e di contendibilità del potere, in termini che siano compatibili col minimo indispensabile di autorità statale e coi doveri inderogabili di solidarietà sociale-

L’obiettivo è quello di una società aperta, in costante evoluzione, basata sulla libera competizione e la meritocrazia, presidiata da salde regole che garantiscano a tutti pari opportunità attraverso l’ascensore sociale dell’istruzione garantitasino ai più alti livelli a tutti i capaci e meritevoli per rimediare alle ineguaglianze incolpevoli, accogliente e benevola per chi vuole integrarsi accettandone i valori, respingente e severa per chi rifiuta di farlo, con nessuno arcigna e cattiva.

Ci riconosciamo nel Manifesto dell’Internazionale Liberale di Oxford 1947 (https://en.wikipedia.org/wiki/Oxford_Manifesto) e vogliamo raccogliere le dieci sfide dell’Agenda Liberale per il XXI secolo di Oxford 1997 (http://www.fondazioneluigieinaudi.it/oxford-97/), come aggiornate nel Manifesto Liberale di Andorra 2017 (https://liberal-international.org/who-we-are/our-mission/landmark-documents/political-manifestos/liberal-manifesto-2017/manifesto-liberale-2017-italiano/), lavorando in sintonia coi liberali europei per affrontare insieme:

 

  • la sfida per migliorare ed allargare la democrazia;
  • la sfida contro la violenza e per la governabilità globale;
  • la sfida per i diritti umani;
  • la sfida contro l’esclusione sociale;
  • la sfida dello Stato minimo;
  • la sfida del patto tra le generazioni:
  • la sfida per l’innovazione tecnologica;
  • la sfida per il mercato aperto;
  • la sfida per lo sviluppo globale;
  • la sfida delle migrazioni.
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