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Genova, Toninelli e il decreto del nulla. Da riscrivere in fretta

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Genova

Non è un decreto scritto con il cuore come ha dichiarato ieri a Genova il ministro Toninelli, è un decreto scritto con i piedi. Sono serviti troppi giorni – quasi 50 – per avere un testo totalmente inadeguato, agli occhi e alle menti di tutti i genovesi.
Anche contro quel decreto, ieri mattina, i cittadini genovesi e i commercianti della Valpolcevera, con difficoltà fisiche di collegamento alla città da quel tragico 14 agosto, hanno organizzato la manifestazione “Oltre il Ponte”, alla quale insieme a tanti esponenti del Pd ero presente. In corteo, da Caricamento alla Regione e alla Prefettura, migliaia di cittadini, lavoratori, commercianti, studenti, arrivati anche da altri quartieri genovesi.

Tutti insieme, con una sola voce, hanno chiesto strade, servizi, soluzioni rapide e concrete per uscire dall’emergenza del crollo del Ponte Morandi. Quelle soluzioni che non sono ancora arrivate dal governo e dal decreto del nulla. In quel documento, assolutamente insufficiente, troviamo pochi soldi per il trasporto pubblico locale, per l’autotrasporto, per la Zona franca. E per il porto di fatto una misera mancia da 13 milioni di euro che non può che suscitare irritazione.

Non vi è traccia di misure a sostegno e per il rilancio dell’economia genovese e il suo porto, che è il primo scalo d’Italia. C’è, a stento, la riparazione dei danni subiti. Non c’è la cassa in deroga per la piccola e media impresa commerciale e artigianale e vengono cancellati i finanziamenti per il sesto lotto del Terzo Valico. Ci pare quindi più che evidente che l’Esecutivo debba riscrivere il decreto al più presto. Ecco perché anche noi abbiamo voluto essere in piazza ieri accanto ai cittadini e per la città di Genova, dignitosa e fiera anche in questa circostanza e altrettanto determinata ad ottenere le risposte e le risorse necessarie a ripartire, tutti insieme.

Questo percorso comune può essere portato avanti dalle autorità locali, dando seguito agli impegni presi nelle sedi istituzionali e convocando al più presto un tavolo con le forze economiche e sociali della città, aperto anche ai parlamentari liguri di tutti gli schieramenti, per apportare le modifiche necessarie al decreto, con l’obiettivo di dare risorse e futuro a Genova e al Paese. Bisogna far presto, gli emendamenti devono essere presentati entro giovedì.
Proprio allo scopo di ascoltare il territorio, gli abitanti e le realtà produttive maggiormente penalizzate dall’emergenza degli ultimi due mesi, venerdì scorso Maurizio Martina è tornato in città, incontrando prima gli sfollati presso il presidio di via Fillak e poi le categorie economiche e i sindacati in un confronto organizzato all’Associazione “La Ciclistica”. Il segretario nazionale, insieme ai membri della Segreteria, ai parlamentari liguri del Pd, ai consiglieri regionali, comunali, municipali, ai sindaci della Valle e ad esponenti locali del Partito Democratico ha analizzato i punti del decreto assolutamente insufficienti per l’emergenza sul territorio e per garantire un futuro alla città, impostando il lavoro di controproposta che verrà portato avanti in aula attraverso gli emendamenti.

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